Perchè la candidatura cluniacense

La lista «Cluny e i Siti Cluniacensi», che sarà proposta per l'iscrizione al Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO rientra nel campo della categoria dei beni plurali di diffusione trans-nazionale. Di cosa parliamo?

I fondatori della Convenzione del Patrimonio mondiale dell'Umanità proposero alle nostre comunità di riconoscersi in alcuni «unicum», testimonianze faro della civilizzazione. Tali testimonianze possono essere sia dei beni culturali (monumenti, città, contesti culturali, tradizioni), sia beni naturali (parchi, riserve, isole), tanto beni misti fra tali categorie.

Citiamo a titolo di esempio, per i beni culturali, la cattedrale di Amiens in Francia o il borgo storico di Toledo in Spagna.

Quarant'anni più tardi la concezione del patrimonio si è evoluta di pari passo con la società, che intende veder riconosciuti dei beni collettivi : sono i beni «in serie», appartenenti a più di un soggetto.

Questi ultimi includono due o più elementi costitutivi, collegati fra loro da legami chiaramente individuabili : rapporti culturali, sociali o funzionali nel corso del tempo, che generano in alcuni casi una connessione a livello del paesaggio, dell'ecologia, dell'evoluzione o dell'habitat. Ogni elemento costitutivo contribuisce al valore universale d'eccezione del bene considerato nel suo complesso. Quando tali beni universali si situano sul territorio di Stati diversi, che possono non avere frontiere dirette, si parla di «beni in serie trans-nazionali ».

E' all'interno di questa categoria che sarà iscritta la lista «Cluny e i Siti Cluniacensi».